giovedì 29 maggio 2008

Soufflè Ai Frutti Di Bosco (per il Club Sale&Pepe Maggio 2008)

Faccio appena appena in tempo a inserire la ricetta mensile per il club sale & pepe.
Sono terribilmente in ritardo, ma è un periodo davvero intenso: mi sto occupando della sala e del rinfresco per la recita di fine anno dell'asilo di Sara, prevista per il 14 giugno; sto organizzando il suo compleanno che sarebbe l'8 giugno, ma festeggeremo il 9; sto finendo di chiudere la valigia per l'ospedale, perchè anche se manca ancora un mese, non si sa mai; andremo fuori a trovare le mie cugine per questo finesettimana.....metteteci il lavoro, il caldo e il pancione, le prime insonnie e doloretti....ed ecco spiegata la mia quasi-latitanza!!!!
Ma veniamo al sodo: ieri pomeriggio mi sono imposta di onorare i miei impegni ed ecco sfornati i primi soufflè della mia vita! E già, i soufflè che come le meringhe erano quasi dei "tabù" per me! Son venuti bene devo dire, non si sono sgonfiati affatto una volta usciti dal forno, e non sono stati difficili da realizzare....certo la versione monoporzione aiuta ad ottenere un buon risultato.Mi è piaciuto accompagnarli con del gelato alla crema, ma credo che non li rifarò: si allontanano dalla mia idea di dessert e soprattutto, anche se è una sensibilità del tutto personale, secondo me sanno di uovo (mio marito, ad esempio, non l'ha sentito).
Prima di bandirli definitivamente dal mio libro di ricette, mi rimane da sperimentare la versione salata, dove penso l'uovo dia meno fastidio, o magari una diversa ricetta dolce con un diverso equilibrio di ingredienti, anche se ho guardato tutte quelle proposte da Sale&Pepe di Aprile, sia dolci che salate, e per quattro persone sono sempre previsti 4 albumi tra gli ingredienti, e in qualcuna anche più di due tuorli.
Ho trovato molto utile la scheda di consigli per ottenere dei buoni soufflè: in sintesi la crema di base deve essere densa; le uova a temperatura ambiente; una volta uniti gli albumi al resto, i soufflè vanno infornati immediatamente; il forno (non era specificato, ma io l'ho usato statico) riscaldato 10° oltre la temperatura di cottura e portato a temperatura una volta messo dentro il soufflè; i soufflè vanno posizionati sulla griglia a un terzo di altezza; la porta non va mai aperta durante la cottura.
Un trucco per favorire uno sviluppo molto verticale è foderare con carta forno il bordo (non il fondo) degli stampi, in modo da avere altri 5/6 cm oltre l'altezza dello stampo stesso, e passare un dito tra il composto e la parete dello stampo.

La ricetta è tratta da Sale&Pepe di Aprile 2008
Per 4 porzioni:
4 albumi
2 tuorli
1 stecca di vaniglia (penso possa andare bene anche l'estratto)
100 gr di zucchero (ho usato il mio aromatizzato alla vaniglia)
40 gr di farina
120 gr di frutti di bosco (la ricetta originale prevedeva solo lamponi e comunque consiglierei di usarne almeno 150 gr)
zucchero a velo per rifinire
burro per gli stampi

Innanzitutto preparare il bagnomaria: riempire di acqua una teglia resistente al calore che possa contenere i 4 stampini e porla in forno statico a 210° affinchè sia bollente al momento di mettere i soufflè.
Preparare gli stampi imburrandoli e cospargendoli di zucchero. Distribuire 100 gr di frutti sul fondo degli stampini.
Montare per bene i due tuorli con 50 gr di zucchero e i semini (o l'estratto) della vaniglia, aggiungere poi la farina e infine, molto delicatamente, 20 gr di frutti (saranno invece 50 gr sul totale di 150 gr).
Montare gli albumi con poche gocce di limone (la ricetta suggerisce il sale, ma ho imparato qui che non si fa!!!!) e 40 gr di zucchero fino ad ottenere una meringa soda e lucida.
Con delicatezza unire i tuorli agli albumi e versare il composto sopra i frutti.
Infornare immediatamente portando il termostato a 200° e cuocere per 30 minuti.
Servire cospargendo di zucchero a velo, e, aggiungo io, accompagnando con crema inglese o gelato alla crema.

venerdì 23 maggio 2008

Pollo E Taccole Al Latte

Scusate la sfacciataggine, ma me lo dico da sola: BUONISSIMO!!!!!!!!

Ho sempre guardato con diffidenza le ricette che propongono la cottura del pollo con il latte, ma l'esigenza di cambiare vestito al polloquasiquotidiano e la mia curiosità mi hanno convinta a sperimentare anche questa volta, con risultati ottimi!!!!!
Il pollo risulta tenero e oserei dire succoso, e le taccole (le prime taccole della mia vita!!!!) si abbinano perfettamente.
Ai fornelli: ho sbollentato le taccole; nel frattempo ho lasciato andare in padella uno scalogno con olio e acqua (la dieta!!!!) e ho aggiunto i petti di pollo affettati tagliati a listarelle, che avevo prima infarinato leggermente. Ho salato, ho dato una breve rosolatura per dorare un pò la farina, poi ho aggiunto del latte regolandomi ad occhio man mano che si assorbiva portando a cottura. Pochi munuti prima di decidere che fosse pronto ho unito le taccole, tagliate a losanghe. Spolverata di noce moscata e pepe bianco e a tavola.

sabato 17 maggio 2008

Quasi Carbonara Agli Asparagi

La carbonara è la carbonara e basta, e ogni modifica elimina la stessa definizione di carbonara, ecco perchè questa è quasi una carbonara!!! A noi è piaciuta molto, l'accostamento uova asparagi è classico, il piatto risulta primaverile grazie ai colori e saporito grazie al pepe bianco e al pecorino sardo. Ho tratto spunto da una ricetta di spaghetti su "La Cucina Italiana" di Aprile, quella riportata in copertina, da dove ho copiato l'idea di tagliare a fettine gli asparagi, e l'effetto è davvero bello da vedere.....per il resto l'abbinamento degli asparagi con le uova è un classico, e mi piaceva l'idea di una cremina morbida che amalgamasse il tutto: cosa meglio di una "base" di carbonara??? Spolverata di pepe bianco e pecorino sardo e buon appettito!!!!

La ricetta non è necessaria credo: la carbonara la conoscete tutti, ma se qualcuno volesse aprofondire l'argomento qui Laura de "L'antro dell'Alchimista" ha raccolto un pò di materiale interessante. Gli asparagi sono sbollentati, tagliati per il lungo con un coltellino affilato e uniti agli spaghetti dopo le uova.

venerdì 9 maggio 2008

Meringhe Francesi e Biscotti Portoghesi

Non sono diventata internazionale, semplicemente avevo parecchi albumi da smaltire dopo il buffet 35, così, invece di darle in pasto al lavandino come sempre, stavolta li ho conservati decisa a riciclarli. Ovvia, seppure per me nuova, l'idea delle meringhe. Le ricette sul web sono tante ealla fine mi sono voluta fidare di quelle di Santin, forse perchè è talmente famoso che le sue ricette non possono che essere infallibili, forse perchè vedo spesso la sua faccia simpatica su gamberorosso, forse perchè la sua ricetta era piuttosto sbrigativa..........ma ahimè, sono rimasta delusa :(
Il forno ventilato a 130° è stato uno shock per le delicate candide creature, che si sono subito abbronzate e crepate :O Memore dei consigli di serena sono corsa ai ripari togliendo la ventilazione, abbassando la temperatura a 90° e lasciando lo sportello socchiuso.....così ho evitato l'ecatombe, ma ormai le povere meringhe avevano perso il loro splendore. La doratura è dovuta al fatto che lo zucchero col calore eccessivo caramellizza, e ciò è confermato dal chimico dario bressanini il quale garantisce che mantenendo la temperatura sotto i 100° il caramello non si forma. (A proposito, se ancora non lo conoscete vi segnalo il suo sito, davvero molto interessante e istruttivo). In conclusione la prossima volta solo zucchero semolato, gocce di limone, cottura in forno freddo, regolato su statico a 80/9o°, socchiuso, per 3 ore e poi riposo ad oltranza nel forno spento.

Avevo ancora 200 gr di albumi e su coquinaria mi capita a fagiolo la meravigliosa iniziativa di MarinaB di raccogliere tutte le ricette "smaltiscialbumi". Sfoglio tutto il topic, le ricette sono innumerevoli e invitanti, ma i primi di tutti, i suoi biscotti portoghesi mi avevano convinta da subito: è tempo di gelati e mi sembrano perfetti. Stavolta non ho sbagliato!!!!! La reputazione di marina la precede e non si smentisce, sono talmente buoni che uno tira l'altro anche da soli, senza creme nè gelati!!!! Credo siano perfetti anche per sostituire i savoiardi nel tiramisù.
Se poi volete proprio esagerare..........qui sotto trovate uno slurposo indizio su come fare :D
Meringa francese secondo Santin

200 gr. di albume (vecchio di 2 giorni)
200 gr. di zucchero semolato
200 gr. di zucchero a velo

Montare gli albumi nella planetaria aggiungendo lo zucchero semolato poco alla volta, quando saranno ben montati incorporare lo zucchero a velo setacciato molto lentamente con un movimento dall’alto verso il basso e con l’aiuto di una paletta da pasticceria.
Cottura: forno ventilato 130° per 45 minuti a cielo aperto e 15 minuti a cielo chiuso a 150°.
P.s. non me ne abbia il maestro, ma se dovete farle, fate quelle di serena o quelle di dario, che poi sono sostanzialmente le stesse ;)

Biscotti Portoghesi di MarinaB (coquinaria)

200 gr di chiare d’uovo
300 gr. di zucchero (ne bastano anche 250 gr per chi non ama il troppo dolce!)
150 gr. di burro fuso e raffreddato
125 gr. di farina

Montare le chiare a neve bella soda con l’aggiunta di un pizzico di sale. Aggiungere gradatamente lo zucchero a pioggia. Una volta ben incorporato lo zucchero, aggiungere il burro fuso e quindi la farina setacciata. Con l’aiuto del sac à poche (oppure un cucchiaino) spremere dei biscottini di circa 2-3 cm sulla leccarda rivestita di carta forno … tenerli belli distanziati, perché cuocendo si allargano. Infornare in forno ventilato a 200 gradi per 6-7 minuti circa … Quando avete esaurito l’impasto e tutti i biscottini sono cotti, metteteli tutti assieme a testa in giù sulla leccarda e infilateli ancora per 1-2 minuti nel forno acceso, affinché si asciughino bene anche sulla parte inferiore. Si conservano in scatole di latta comodamente per diverse settimane.
Ottimi con tutte le creme al cucchiaio e con il gelato.
Mie note: Ho messo 250 di zucchero ed è più che sufficiente; la prossima volta diminuirò anche il burro. Non perdete tempo a usare la sac a poche, tanto in forno si appiattiscono e assumono tutti una forma abbastanza regolare.

martedì 6 maggio 2008

Per Amore Del Mio Amore: Il Buffet 35!

Come promesso eccomi qui, reduce da un paio di giorni piuttosto impegnativi, a raccontarvi del mini-buffet per i 35 del maritozzo. Devo ammettere di essere abbastanza soddisfatta di quello che ho combinato: a giudicare dai pochi avanzi che riposano in frigo e dai commenti dei commensali credo di non avere sbagliato la quantità e soprattutto la qualità delle portate....certo si può sempre migliorare, ma per essere il mio primo buffet, fatto interamente "a mano", direi che è andata proprio bene. L'unica cosa di cui mi dispiace, e di cui mi scuserete, è di avere trascurato le foto, certo non per scelta mia: alcune le ho scattate di corsa quando erano già arrivati i primi amici, e non rendono giustizia ai piatti, ma vabbè, ecco già trovata la prima cosa da migliorare ;)

E veniamo al dunque:
(le ricette sono tutte a fondo pagina)
per 15 persone ho preparato, di salato:
- danubio ai semi di papavero con salame e fontina

- danubio al sesamo con piselli, prosciutto e fontina e besciamella (qui già amputato!)

- ventaglietti di sfoglia al pesto e primosale senza foto :(

- pizza di ricotta e pomodori secchi, la foto delle ultime due fette è di stamattina

- timballini di anelletti al ragù, melanzane e primosale

- timballini di anelletti ai funghi, besciamella e primosale

- vitello tonnato

- peperoni in agrodolce con uvetta e mandorle
e poi arachidi e crostini sparsi....ovviamente comprati!!!!

Come dolci non potevo non esaudire il desiderio del festeggiato, che mi aveva chiesto qualcosa al pistacchio, qualcosa alla nocciola e qualcosa alla ricotta, i suoi gusti dolci preferiti, dunque sono venuti fuori:
- torta di pistacchi con crema al pistacchio glassata al cioccolato fondente, all'inizio del post, qui la fetta
- torta di ricotta e cannella, la foto della fetta (l'ultima!) è di stamattina
- parfait di nocciole con salsa al caramello mou (visto che scenografica la mia tovaglia?)
E adesso vi faccio vedere la foto in assoluto più bella di tutte, scattata da Santi verso la mezzanotte della sera prima (o forse due), con la mia preziosa piccola aiutante già in pigiama, ma che non ne voleva sapere di dormire per "arriminare" i peperoni :D
Danubio senza uova (ricetta su Gennarino)

150 gr. manitoba
325 gr farina 0
50 gr. burro
50 gr. zucchero
12 gr. lievito di birra
250/300 gr. latte
1 pizzico di sale

Impastare tutti gli ingredienti (pur avendo il ken io ho impastato a mano per dieci minuti abbondanti sbattendo ripetutamente sul tavolo) tranne il sale che andrà aggiunto per ultimo.
Far lievitare fino al raddoppio, (io l’ho lasciato nel forno spento per circa tre ore) poi dividere l’impasto in due (verranno due danubi) e formare 16 dischetti da ciascuna metà (dividendo per due, quattro otto, sedici, il peso sarà di 25/30 gr ciascuno). Riempire a piacere e chiudere ogni dischetto a pallina, sistemandole poi in una teglia tonda da 26 con la chiusura in basso, senza farle toccare tra loro, mettendo una pallina al centro, cinque attorno, e poi dieci attorno. Far lievitare ancora 30/40 min, spennellarle con un pò di latte e poi infornare a 180° per 30 min. circa. Seguendo i consigli trovati su coquinaria, li ho cotti dieci minuti in meno, fatti raffreddare, chiusi in una busta di plastica senza toglierli dalla teglia e congelati. La mattina del buffet ho tirato fuori dal frigo e la sera ho infornato fino a cottura completa, così li ho portati in tavola belli fragranti. Un consiglio ve lo do anche io: non utilizzate per la cottura le teglie di alluminio usa e getta perché la base dei panini rimane più cruda, come è successo a me, che ho dovuto reinfornare!!!!!

Ho farcito un danubio con fette di salame tagliate a pezzetti e fontal a dadini e spolverato di semi di papavero: l’altro con prosciutto cotto e fontal dadini, pisellini stufati in olio e cipolla, besciamella (ma meglio senza) e ho spolverato di semi di sesamo.

Pizza Di Ricotta (ricetta di Giovanna su panperfocaccia)
(io ho raddoppiato le dosi)
ricotta 250 gr.
abbondante pane raffermo
latte 1/2 litro
uova 1
burro - formaggio grattugiato - basilico - prezzemolo - sale - pepe.
Ho aggiunto all’impasto originale dei pomodori secchi sott’olio tagliati a pezzetti.

Mettete il pane a bagno nel latte tiepido e lasciatelo rammollire almeno per un’ora; deve essere, come quantità , uguale alla ricotta. Lavorate la ricotta con un cucchiaio di legno e, quando è ammorbidita, unitela al pane ben strizzato, mescolate al composto un po' di basilico e di prezzemolo tritati, regolate sale e pepe, legate con l'uovo. Dovete ottenere un impasto omogeneo e piuttosto tenero. Stendetelo in una tortiera ben imburrata, importante che l'impasto nella teglia non sia più alto di 3 o 4 centimetri; cospargete un po' di formaggio grattugiato e qualche fiocchetto di burro. Cuocete in forno caldo, 15 o 20 minuti, finchè la superficie è dorata e il composto si stacca un po' dallo stampo.

Ventaglietti di Sfoglia al Pesto e Primosale (ricetta di Maffo su coquinaria)
Si spalma sulla pasta sfoglia il ripieno che si vuole, io ho usato pesto e dadini di primosale, (un’altra volta pomodorini e cipolle), poi si arrotola partendo dalle estremità verso il centro in modo da ottenere due rotoli paralleli. Si taglia il doppio rotolo a fette non sottili, che si sistemano in una teglia, si cospargono di parmigiano e si infornato fino a doratura.

Timballini Di Pasta
600 gr di anelletti siciliani. Una volta cotti (al dente) ne ho conditi metà con un ragù di carne, dadini di melanzane fritte e dadini di formaggio (uniti solo al momento di riempire gli stampini), e l’altra metà con besciamella, champignon trifolati, cui ho aggiunto dei porcini secchi rinvenuti e dadini di formaggio (anche questi uniti solo alla fine). Per evitare che la pasta sbriciolasse una volta aperto il timballo ho amalgamato due uova. Ho oliato e cosparso di pangrattato 24 stampini monoporzione di alluminio, riempito di pasta premendo ben benino, coperto ancora di pangrattato e infornato per una mezz’oretta scarsa. Attenzione: i dadini di formaggio devono rimanere al centro della pasta, altrimenti il formaggio in cottura scioglie e si appiccica allo stampino, rendendo impossibile sformare il timballino senza romperlo!!!! Io ho fatto così: due cucchiaiate di pasta nello stampino, formaggio al centro, pasta fino e riempire.

Vitello Tonnato
Ognuno ha la sua ricetta, io ho usato 1kg e mezzo di noce di vitello, che ho rosolato in un tegame con olio evo, e un battuto di sedano, carota e cipolla, poi sfumato con un bicchiere abbondante di vino bianco. Ho coperto di acqua, portato a bollore e cotto a fuoco dolce, coperchio semiaperto per un’ora e mezza. Non avendo affettatrice ho chiesto al macellaio di affettarlo lui una volta cotto e poi l’ho condito con la salsa tonnata preparata con 120 ml di olio di semi, 80 ml di olio evo (io uso quello di frantoio e l’ho tagliato per evitare che la maionese risultasse troppo pesante) due tuorli, il succo di 1 limone. Tutto nel bicchierone, con il minipimer ben appoggiato sul fondo per non farla impazzire. Una volta pronta la maionese ho unito 200 gr di tonno sott’olio, una manciata di capperi dissalati, le verdure del brodo di cottura della carne filtrato e un pò del brodo stesso, fino a ottenere la giusta densità. Ho cosparso il fondo del piatto di servizio con la salsa, sistemato un primo strato di fettine di carne, ancora salsa, carne e così via. Sulla superficie ho messo dei capperi per decorare. In frigo fino al momento di servire.

Peperoni In Agrodolce Con Uvetta e Mandorle
Ho cotto in tegame con olio evo tre grossi peperoni rossi e una cipolla rossa, sfumato con mezzo bicchiere di aceto, aggiunto dell’uvetta rinvenuta e delle mandorle spellate tostate a filetti (le quantità sono a piacere), condito con un cucchiaino di zucchero e del sale. Una volta cotti ho aggiunto abbondante pangrattato e mescolato per bene. In frigo fino al momento di servire.

Torta Di Pistacchi (liberamente ispirata alla ricetta sul sito bronte insieme.it, segnalatomi da Marisa C. di coquinaria, che ho poi modificato)
Per il pds al pistacchio
6 uova
250 gr. di zucchero
300 gr. di pistacchio di Bronte spellato tritato
100 gr. di farina
150 gr. di burro sciolto freddo
1 bustina di lievito.

Preriscaldare il forno a 170°. Montare insieme le uova e lo zucchero; setacciare farina e lievito e unire alle uova, poi aggiungere, il burro sciolto e freddo, e il pistacchio tritato. Versare l'impasto in una teglia rotonda a cerchio apribile da 24 foderata di carta forno, passare subito in forno caldo per circa 45 minuti. Se la superficie del dolce dovesse scurirsi, coprire con alluminio. Fare sempre la prova stecchino. A cottura ultimata lasciare la torta in forno spento ancora 5 minuti. Sformare solo quando è freddo.

Per la crema al pistacchio
6 tuorli
6 cucchiai di zucchero aromatizzato alla vaniglia
4 cucchiai di farina
2 cucchiai di amido di mais
1litro latte bollente aromatizzato in questo caso con 100 gr di pasta di pistacchio
circa 100 ml di panna fresca liquida montata (per alleggerire la crema)

Montare bene i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e l'amido.Versare il latte bollente a filo sul composto e continuare a mescolare. Passare tutto su un bagnomaria e continuare a girare fino a che la crema non si è addensata. Io impiego anche mezz’ora se voglio una crema ben solida che non coli dalla torta. Comunque la uso ben fredda di frigorifero.
Per la glassa lucida al cioccolato fondente (fenomenale perchè resta morbida ma non cola!!!!)
175 gr di acqua
150 gr di panna fresca liquida
225 gr di zucchero
75 gr di cacao amaro
8 gr di gelatina in fogli

Portare a ebollizione acqua, panna, zucchero e cacao e fare bollire per 8/10 min. Fare intiepidire e unire la gelatina ammorbidita. Questa glassa si conserva benissimo in frigo e si addensa man mano che si raffredda, ma basta metterla pochi secondi nel microonde per scioglierla di nuovo e spalmarla con facilità. Tenetela presente perché oltre ad essere molto pratica e versatile è anche troppo buona!!!!

Una volta freddo ho tagliato a metà il pds, l’ho bagnato con uno sciroppo al marsala (fatto ad occhio), e l’ho farcito con la crema pistacchio. Ho ricoperto tutto il dolce di crema, e poi l’ho glassato con una salsa al cioccolato fondente. Per decorare ho stampato un 35, ritagliato per averne la sagoma esterna, poggiato il foglio sulla torta evitando per quanto possibile di toccarla e riempito il 35 vuoto con pistacchi tritati.

Torta Alla Ricotta e Cannella (ricetta di Tiziana 501, segnalatami da Rossanina di coquinaria)
Per la pasta frolla:
200g. di farina,120 g. di burro,70 g. di zucchero,1 tuorlo,1 presa di sale,scorza di limone (ne verranno due dischi molto sottili, e vanno benissimo così!)
Per il ripieno:
500 g. di ricotta,
150 g. di zucchero,
3 cucchiai di succo di limone,
scorza di limone,
4 fogli di gelatina,
3/8 l. di panna,
3 cucchiai di vino bianco,
1 bustina di zucchero vanigliato

La cannella l’ho voluta aggiungere io: secondo me la ricotta senza cannella perde…..


Procedete con l’impasto della frolla. Ognuno ha il suo, io, con i polpastrelli intrido la farina con il burro freddo a dadini fino a ottenere uno sbriciolame a cui aggiungo il resto degli ingrdienti, amalgamo con una forchetta, formo la palla e copro di pellicola. Faccio poi riposare in frigo da due a 24 ore, a seconda della organizzazione! Accendete il forno. Sulla spianatoia infarinata stendete la pasta in due dischi di 26 cm. di diametro, Io ho disegnato la sagoma della base dello stampo sulla carta forno e ho steso la pasta dentro il cerchio disegnato. Cuoceteli in forno caldo a 190 gradi per 10-12 min. Dividete uno dei due dischi in 12 parti uguali quando è ancora caldo. Mescolate la ricotta con lo zucchero semolato, lo zucchero vanigliato, il succo e la scorza di limone. Riscaldate il vino bianco e scioglietevi i fogli di gelatina precedentemente ammollati in acqua fredda. Montate la panna ben soda. Incorporate la gelatina e la panna nel composto di ricotta. Adagiate il disco intero di pasta, con la sua carta forno, all’interno di uno stampo a cerniera e foderatene il bordo con carta oleata (io ho usato una striscia di carta forno, incastrandola tra il cerchio e la base dello stampo per tenerla ben ferma e tesa). Versatevi la crema di ricotta e livellatela. Io a questo punto ho pure messo il disco tagliato perché mettendolo dopo, come da ricetta, temevo che rimanesse troppo duro. Mettere la torta in frigorifero a rassodare. Al momento di servire spolverare di zucchero a velo e cannella.

Parfait Alle Nocciole con salsa al caramello mou (la ricetta è quella del semifreddo alle mandorle di marble di cookaforum, ovviamente personalizzata!)
5 uova fresche
300 gr di zucchero semolato
100 gr di zucchero a velo vanigliato
500ml panna montata
200 gr di pasta di nocciole
100 gr di nocciole spellate
100 gr di cioccolato al latte o fondente
Per la salsa al caramello mou (ricetta del cavoletto)

200 gr di zucchero
100 ml di panna fresca
40 gr di burro
Tostare le nocciole e metterle calde in un tegame con 1/3 dello zucchero per farle caramellare, poi versarle o su un piano di marmo o su carta da forno e fare raffreddare. Una volta raffreddate tritarle grossolanamente. Fondere il cioccolato e lasciarlo raffreddare. Montare i tuorli con il rimanente zucchero semolato fino a che non triplicano di volume, montare bene la panna, e gli albumi con lo zucchero a velo vanigliato fino ad avere una meringa ben soda, poi unire i composti: ai tuorli aggiungere la panna e poi la meringa, infine la granella e la pasta di nocciole, il tutto delicatamente cercando di non smontare il tutto. A un terzo di questo impasto io ho unito il cioccolato fuso e freddo. Versare in uno stampo si silicone la base al cioccolato e poi il resto, conservare in freezer per almeno 24 ore. Servire con la salsa al caramello preparata scaldando in un pentolino a fondo spesso lo zucchero con un cucchiaio di acqua, Appena formato il caramello togliere dal fuoco e aggiungere la panna e il burro, mescolando per amalgamare il tutto. Versare in una ciotola in pirex e lasciare raffreddare.

sabato 3 maggio 2008

Fragole E Cedri Nel Bicchiere


Inizio maggio con una cosina assolutamente scontata....ma pur sempre presente più o meno su tutte le tavole in questo periodo dell'anno, e pur sempre piacevole e gradita: la macedonia di fragole, che stavolta ho caratterizzato con i miei amati cedri. Risultato freschissimo e in tema col sole caldo di questi giorni. Non c'è nemmeno bisogno di ricetta: fragole a pezzetti, cedri a fettine sottilissime tagliate poi in quarti, menta fresca, zucchero, liquore se vi piace et voilà. Meglio prepararla in anticipo perchè le fragole rilascino il loro succo.
E adesso la verità: sono indaffarata con il mini-buffet di lunedì per il compleannno del mio caro maritozzo!!!! Vi farò sapere...e ovviamente vedere cosa avrò combinato.......

martedì 29 aprile 2008

Sapore Di Sale......Sapore Di Mare.....

Domenica, bella giornata (almeno fino al primo pomeriggio!), andiamo a pranzo con i miei a Fontane Bianche, località balneare a pochi chilometri da Siracusa. Qui potete vedere uno scorcio del lido.Come ogni anno, anche se stavolta decisamente in ritardo, inizia la stagione delle giornate calde passate all'aperto, tuta e scarpette sportive, maniche corte e prime tiepide abbronzature "alla muratora", di quelle che lasciano l'impronta della maglietta sulle braccia e sul collo!!!!! Stagione di cui ci affrettiamo ad approfittare perchè qui da noi dura poco, e che molto presto lascerà il posto a pantaloncini corti e ciabatte, costumi e pareo.....
Abbiamo apparecchiato come al solito nella veranda, sotto la tettoia di legno per godere dell'ombra, circondati dal verde del prato e delle siepi, e a tavola mia mamma ha messo il mare, raccolto da papà tra gli scogli del golfetto vicino alla villa al mattino presto.........
Sullo sfondo la mia Sara che gioca a palla!
 Per chi non le conoscesse sono patelle, frutti di mare che vivono attaccati saldamente agli scogli affioranti, bagnati dall'acqua con il suo lento e costante va e vieni. Si raccolgono staccandole dagli scogli con l'aiuto di un coltello robusto ma abbastanza sottile da potersi incuneare tra il guscio e lo scoglio stesso.
Si possono mangiare crude, estraendole dal loro guscio con uno spillo, e non ricordo bagno a mare, da bambina, senza una bella scorpacciata di patelle o ricci appena raccolti insieme a papà. Anche da cotte il loro aroma è pura essenza di mare. Si possono cucinare con olio, aglio, prezzemolo e pomodoro per condire un bel piatto di spaghetti, ma noi le amiamo senza pomodoro, come antipasto succulento e profumato. Hanno di buono che cuocendosi si staccano dai loro gusci, quindi mangiarle è davvero un piacere, privo della camurria, tipica dei frutti di mare, cozze, vongole, ricci che siano, di doverli staccare dai loro gusci.
Dopo un antipasto del genere non ci si può accontentare di niente di meno di una bella spigola alla brace, una cottura che ne esalta il sapore in modo superlativo, tanto gustosa che non ha bisogno di alcun condimento, anzi al contrario, qualunque condimento, così cotta, la rovinerebbe (per dovere di cronaca le spigole non le ha prese papà!!!)E infine voglio farvi vedere un particolare dell'albero di limoni nel giardino dietro casa, con i suoi fiori bianchi, che secondo me meritava almeno una fotografia!!!

sabato 26 aprile 2008

Risotto Al Caffè Mantecato Alla Fragola (in onore di Mondocibo!)

Grazie a Parolediburro ho conosciuto Mondocibo, network italiano di blog sulla cucina, un posto meraviglioso dove si possono trovare raccolti insieme moltissimi blogs, con gli ultimi post inseriti, dove andare a caccia in modo estremamente veloce e semplice delle ultime novità nella foodblogosfera italiana. E per dare il giusto risalto alla segnalazione del mio blog(:D)su MondoCibo, per cui ringrazio Giulio, voglio festeggiare con una ricetta che sicuramente stuzzicherà la vostra curiosità, e magari scatenerà una serie di "nooooooooooooooo!!!" "ma non si puòòòòòòòò!!!" e via dicendo......ma io vi chiedo: l'avete assaggiato? Certo, de gustibus non disputandum est, ma vi assicuro che è più il fatto di richiamare alla mente il caffè del mattino, con latte e biscotti, che genera la reazione: pensate invece al caffè come spezia e tutto cambia.Poi mettere le fragole in un risotto non è certo una novità! L'idea mi si è insinuata in mente quando ho rovato in rete la ricetta del risotto alla polvere di caffè e capperi, che avrei certo provato se Santi non fosse acerrimo nemico dei capperi....poi la polvere di caffè nel piatto e tra i denti... boh non mi convinceva....Da tempo avevo progettato di provare le fragole nel risotto, che non avevo mai avuto occasione di sperimentare ed ecco fatto: l'amaro del caffè, il suo aroma unico, e il leggero acidulo e dolciastro delle fragole si fondono meravigliosamente e piacevolmente....provate e mi saprete dire!

Per due porzioni:
130 gr di riso arborio (o carnaroli)
2 tazzine di buon caffè forte
alcuni grani di caffè
50 gr di fragole sode a pezzetti
q.b. brodo vegetale leggero salato
erba cipollina
olio evo

Per questo risotto un pò particolare ho voluto usare l'erba cipollina, più delicata rispetto alla classica cipolla o scalogno, e ho eliminato il vino. Rosolare il riso e l'erba cipollina in olio evo, e sfumare con il caffè (mi raccomando, la temperatura del riso non deve essere troppo alta altrimenti rischiate di bruciare il caffè). Aggiungere 5/6 grani di caffè e cuocere indisturbato col coperchio aggiungendo il brodo poco alla volta. Tre minuti prima che il riso sia cotto togliere i grani di caffè, unire le fragole a pezzetti, mescolare delicatamente e incoperchiare. Decorare i piatti con grani di caffè e una fragola con le foglie.

giovedì 24 aprile 2008

Ancora Un Premio!!!!!

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La mia nuova amica Bicece mi ha onorato di un premio che ho apprezzato particolarmente dopo avere letto le spiegazioni del premio stesso nel sito "creatore" (potete visitarlo anche voi cliccando sul logo del premio): lo spirito è quello della condivisione e dello scambio, dell'ospitalità e della cortesia, in cui mi identifico pienamente.
Accetto quindi con piacere e gratitudine questo riconoscimento, e come da regolamento passo il testimone ad altri due blog:
Mangiare E' Un Pò Come Viaggiare di Astrofiammante, curiosa in cucina e sperimentatrice
Cucina: la mia passione di Maddea, con la sua cucina semplice ma curata

mercoledì 23 aprile 2008

Chocolate Sour Cream Cake

Un collega in ufficio mi ha chiesto una torta al cioccolato: ne ho approfittato per provare questa ricetta, pubblicata da moka su coquinaria qualche tempo fa. Nera, morbidissima, umidina.....me ne sono goduta una bella fetta a colazione con il mio latte e nesquik, e oggi pomeriggio me la godrò con un thè...... o anche senza, non lo so ancora!!!! Di una facilità e velocità incredibili, ho perso poi un pochetto di tempo a glassarla con la sac a poche, ma è stato un mio passatempo: la glassa si può anche semplicemente versare sopra, e comunque se ne può fare benissimo a meno, tanto è morbida la torta!!!!!!
La ricetta originale tra gli ingredienti prevede la "sour cream" ossia la cosiddetta panna acida (in realtà la cosnistenza è simile a quella del philadelphia), introvabile dalle mie parti, (ma l'avrei potuta anche fare come spiegato qui); moka conigliava di sostituirla con il latticello, anche per renderla meno pesante, e per chi, come me, non trova nemmeno quello, suggeriva una soluzione molto semplice: aggiungere due cucchiai di aceto bianco, o di mele, o succo di limone a 450 ml di latte: niente di + facile!!!
Mi dispiace molto di avere scoperto solo dopo averla sfornata come fare in casa, altrettanto facilmente, il vero latticello e anche il burro :( Il procedimento, spiegato da Enza, lo trovate tra i commenti a questa ricetta di Adrenalina.
Poco male, la torta è venuta bene ugualmente, e non mancherà occasione di rifarla, stavolta con il latticello e il burro MIEI!!!!

In ogni caso io sono ancora alla ricerca della "torta al cioccolato perfetta", quella che diventerà la MIA torta al cioccolato! Questa mi soddisfa in pieno per la sua consistenza, ma manca un pò di sapore secondo me: la vorrei più cioccolattosa (chissà se sostituissi il cacao con del cioccolato fondente?). Quindi chi ha proposte si faccia avanti che io sperimento!!!


Ingredienti:
Ho usato le cup, ma per comodità ho anche pesato.....
1¾ cup farina (250 gr.)
1¾ cup zucchero (350 gr.)
¾ cup cacao (70 gr.)
1½ tsp (cucchiaini) di bicarbonato
1 tsp (cucchiaino) di sale
⅔ cup burro a pomata (150 gr.)
16 oz. di panna acida oppure 450 ml di latticello=450 ml latte con due cucchiai di aceto
2 uova
1 cucchiaio di estratto di vaniglia

Per la glassa (sempre di moka, ma non è quella da lei indicata per questo dolce):
200 gr di cioccolato fondente
180 gr di panna liquida
40 gr di burro

Scaldare il forno a 180°. Io ho scaldato a 200° statico. Imburrare ed infarinare una teglia da 33x23x5 cm o una tornda 23/24. Io ho usato uno stampo a ciambella. Nella ciotola del ken (o nel vostro robot, o anche con le fruste) mescolare farina, zucchero, cacao, bicarbonato e sale. Aggiungere il burro, il latticello, le uova e la vaniglia. Usando il gancio a foglia il composto rimaneva troppo liquido, allora ho montato la frusta, e in effetti ha preso consistenza. Impastare per 5 min circa, poi versare nello stampo. Avendo infornato a 200° dopo 10 min ho abbassato la temperatura a 180°. Cuocere 40-45 min, ma fate la prova stecchino.

Per la glassa: sciogliere il cioccolato e il burro nel microonde, aggiungere la panna, mescolare e lasciare intiepidire un pochino (non troppo, più raffredda più rapprende), poi versare sulla torta (tiepida se non fredda). Se volete una glassa più consistente da sac a poche dovete montare un pò con una frustina, e lasciare raffreddare un pò di più. Io ho messo la ciotola per due/tre minuti nel freezer.

martedì 22 aprile 2008

La Pasta Dei Cornuti ;)


Così ribattezzato dal nonno del caro salumiere Gino, e tanto amato da mio marito che stamattina me l'ha chiesta espressamente (tanto è la pasta dei cornuti licatesi, mica di quelli siracusani!!!!!) un magnifico piatto di spaghetti con l'olio!!!
E alzi la mano chi non li gradisce!!!!
Ho usato una buona pasta integrale per essere ancora più soda, cotta fino mezzo minuto prima che fosse al dente, condita con un bel giro di profumatissimo olio di frantoio e una grattatina di parmigiano, il maritino ha aggiunto del peperoncino e che dire?
N'ama arricriatu!!!!!
Se fatte con amore anche le cose più semplici regalano inaspettate e piacevoli sensazioni.

lunedì 21 aprile 2008

Pappardelle Fave & Ricotta Con Semi Di Zucca


Un altro piatto tipicamente primaverile, con la ricotta, le fave fresche e un tocco di pecorino a insaporire il tutto. La mia aggiunta sono i semi di zucca tostati, verdi come le fave, ma croccanti e leggermente salati....abbinamento secondo me riuscitissimo. L'unico errore che ho commesso nel cucinare questo piatto è stato di scegliere le pappardelle: sarebbe stata più appropriata una pasta corta, ma in casa come pasta all'uovo avevo solo questa.... In effetti avevo pensato di spezzettarla grossolanamente, poi ho lasciato perdere, mannaggia a me!!!! Comunque voi non ripeterete il mio errore e potrete godervela meglio di noi!!!!

Per due porzioni:
120 gr di pasta all'uovo (corta!!!)
1 kg di fave fresche (diventeranno 250/300 gr circa!)
250 gr di ricotta di pecora
100 gr di semi di zucca tostati (anche questi si ridurranno!)
pecorino sardo morbido
cipollina fresca
olio evo, sale

Sbucciare le fave, sbollentare per pochi minuti ed eliminare anche le pellicine da quelle più grossette. Stufarle in un tegame con olio evo e cipollina. Sbucciare i semi di zucca e spezzettarli grossolanamente. Cuocere la pasta e nel frattempo ammorbidire la ricotta con qualche cucchiaiata dell'acqua di cottura.
Condire le pappardelle con la ricotta e le fave ancora in pentola, impiattare, cospargere con i semi di zucca e il pecorino grattugiato.

venerdì 18 aprile 2008

Premi A Gogò!!!! :D

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Un altro premio......... che dire.......
insomma, a chi è nella blogosfera da tempo potrà sembrare banale, un passaparola fine a se stesso, ma sarà per il fatto che sono così entusiasta di questa avventura che io non la vedo così! Insomma in questo mondo c'è da perdersi, i blog sono innumerevoli, eppure in questo mare infinito sono riuscita a lasciare un segno, e x me questo è gratificante.
Ringrazio parolediburro, che mi ha assegnato il premio con questa motivazione: "perchè si vede che i suoi piatti sono cucinati con amore e con passione"...... ed è proprio così: lavoro, pancione di sette mesi, saretta di tre anni e mezzo, la casa......machimelofaffà.....e invece non solo cucino come tutti, andando incontro ai gusti di sara e del mio adorato maritino, ma cerco, spulcio, sperimento nuove ricette, compro verdure e altri cibi mai provati, cerco piatti, posate e stampi vari, sfoglio riviste e ora pure il blog, che a volte mi tiene sveglia fino a tardi, ma va bene così perchè è così bello condividere.......se non è passione questa......
A questo punto il regolamento vuole che sia io ad assegnare a mia volta il premio, e non ho dubbi nè incertezze:
a VIVIANA B., di nonsolobotte, che di cose da raccontare ne ha a volontà, perchè guarda il mondo con occhi intelligenti e disincantati, e di sicuro non è una spettatrice passiva, ma esattamente l'opposto!
a LENNY, di unafinestradifronte, che potrebbe davvero scrivere un libro, talmente è brava!
Mi correggo: stamattina (19 Aprile) ho visto che in effetti il suo libricino l'ha già scritto, pubblicato e anche regalato a tutti noi curiosi/golosi!!!! E' una raccolta di alcuni dei suoi dolci, davvero imperdibile!!!!


giovedì 17 aprile 2008

Spiedini Di Pollo Al Rosmarino


Con questa ricetta inauguro la mia collaborazione con il Club Sale & Pepe, al quale sono stata appena ammessa, con mia grande soddisfazione :D
Il piatto è tratto dal numero di Sale&Pepe di Aprile, e fa da apripista alla stagione dei piatti leggeri (che speriamo si decida ad arrivare sul serio!). L'ho leggermente modificato omettendo la fase di risciacquo dei petti di pollo dalla marinata e accompagnando gli spiedini a un'insalata di pomodoro camone, anzichè di lattughino come suggerito.E' una bella presentazione del petto di pollo, e la ripeterò, però suggerisco la cottura in tegame antiaderente, o in microonde funz. crisp, oppure nei famosi sacchetti da forno che ho in un cassetto e mai utilizzato, e questo per evitare di asciugare all'esterno la carne e annerire i rametti di rosmarino.
Nella rivista c'è una bella sezione dedicata ai soufflè, preparazione che mi incute un certo timore....ma chissà....
Meno interessante invece, almeno secondo me, quella dedicata al pesce persico, forse perchè non lo conosco affatto....

Per tre porzioni:
450 gr di petto di pollo affettato
circa 10 rametti di rosmarino
pomodoro camone (o altra verdura da insalata a piacere)
200 gr di yogurth
zeste di 2 limoni
salvia fresca
olio evo, sale

Battere la carne e tagliare le fette in due per il lungo (bisogna accomodarle alla lunghezza del rosmarino). Mescolare lo yogurth con le zeste, alcune foglie di salvia e sale e lasciarvi marinare il pollo per un paio d'ore. La ricetta originale prevedeva a questo punto di sciacquare la carne, ma io non l'ho fatto, e ho invece subito avvolto ogni fettina, impregnata di marinata, intorno a un rametto di rosmarino. Oliare, salare e cuocere (sconsiglio il forno). Servire accompagnando con del pomodoro in insalata, o con altra verdura a scelta.

martedì 15 aprile 2008

Il Mio Primo Premio........ :D !!!!

Eccolo qua! Lo mostro orgogliosa e felice.....e non poco sorpresa, perchè non me l'aspettavo di certo, e questo lo rende ancora + speciale.
Lenny, di Una Finestra Di Fronte mi ha onorato di questo premio definendo il mio blog "un amore di eccellenza", e la ringrazio di cuore per essersi fermata a guardarlo qualche istante per leggerne le intenzioni e la sostanza. Soprattutto sono felice di essere riuscita a trasmettere qualcosa di bello, che merita di essere premiato.
Ora tocca a me, per regolamento, assegnarlo ad altri 5 blog che ho scelto per 5 motivi diversi:

Profumo Di Lievito di Adriano, esperto e paziente, che pubblica ricette da lui sperimentate, migliorate nel tempo, "vissute", e dunque Eccellenti, e che mi ha aiutato (e non solo me) a realizzare, da vero maestro, senza le arie del "maestro"
Creare Blog di Tenebrae, per l'eccellente capacità di spiegare ai comuni mortali i segreti del web, unita all'eccellente disponibilità a dare una mano a chi è in difficoltà
Qualcosa Di Rosso di SalsaDiSapa, per l'eccellente eleganza e stile del suo blog e delle ricette che condivide con tutti,
Cuoche Dell'Altro Mondo, di Alex e Mari, per l'eccellenza delle foto, per l'eccezionalità della loro amicizia e della capacità di mantenerla nella distanza e nel tempo, e perchè alex è stata la prima a commentare sul mio blog (concedetemi questo capriccio!)
Cosa Ti Preparo Per Cena di Viviana, per la sua eccellente e coinvolgente allegria, e la capacità di trasmetterla anche attraverso un pc